Non chiamateli “incidenti”: sono Femminicidi! Ma le donne non sono deboli, sono “diamanti”!

Atti di violenza spietata contro le donne, in quanto donne, compiuti con Ferocia e fredda determinazione


Quando abbiamo avviato il progetto ParmaForWomen, nel 2021, l’idea era quella di creare uno storytelling al femminile, capace di raccontare l’universo donna in un’ottica di empowerment. Già allora il numero di femminicidi era alto. Sapevamo che c’era il rischio che il nostro blog si trasformasse in una cronaca nera, che ignorare questo terribile fenomeno sarebbe stato impossibile.

Ancora oggi, ascoltiamo dibattiti, leggiamo titoli di giornale o comunicati che parlano di “incidenti”, di “raptus”… che cercano la ragione che ha spinto il carnefice a compiere quel gesto, che appiattiscono la gravità del reato.

Perchè?

Sono femminicidi, punto. Atti di violenza spietata contro le donne, in quanto donne/mogli/fidanzate/figlie, compiuti con fredda determinazione. Donne martoriate da decine di coltellate senza rimorso, rinchiuse nei portabagagli delle auto come bestie, infilate in sacchi neri, in valigie come oggetti. Seppellite mezze vive. Gettate nei dirupi. 

Pura violenza premeditata, consapevole.

Morti strazianti, che lasciano genitori senza figlie, figlie/gli senza mamma. Inaccettabili, ingiustificabili. 

In questi anni, attraverso le tante interviste a donne di ogni età, estrazione sociale e culturale, abbiamo raccolto voci, frasi incoraggianti, riflessioni che ci hanno restituito una visione positiva, ottimista del futuro.

Donne che hanno conquistato posizioni di potere, che hanno raggiunto i loro sogni, che si sono reinventate dopo la maternità, che hanno deciso di essere libere, di lottare per l’autodeterminazione…donne che, indirettamente, nel loro piccolo hanno fatto della loro storia un pezzo di storia tutta al femminile nella nostra città.

Abbiamo partecipato anche a incontri nelle scuole, dove abbiamo conosciuto ragazze consapevoli, capaci di dire no al patriarcato e affermare la propria autonomia.

Ma i femminicidi non si fermano, e anche il loro racconto non libero da stereotipi. 

ParmaForWomen ha sempre creduto che il cambiamento debba partire dalle donne, soprattutto dalle giovani, che la vera rivoluzione nascerà dalla loro capacità di unirsi, confrontarsi, trovare soluzioni. 

Di proclamarsi tutte insieme “Diamanti”, come nel film di Ozpetek: un omaggio all’universo femminile e alla vera sorellanza, quella che diventa la chiave di volta nella vita di una delle protagoniste, vittima delle violenze del marito.

«Mi ha minacciata. Mi ha detto che un giorno mi butta nel pozzo vicino casa, così finisco nel Tevere e non mi trova più nessuno» dice lei, in lacrime, dopo l’ennesimo abuso.

«Ora iniziamo a chiamarti ogni sera. Se rispondi “bottoni rosa”, va tutto bene. Se dici “bottoni blu”, arriviamo tutte come un lampo. Così nel Tevere, ci finisce lui, non tu».

L’epilogo, per chi vuole recuperare la scena, è volutamente estremizzato nel film — è, appunto, un film — ma rappresenta un esempio efficace di come la sorellanza sia già una risposta concreta alla solitudine, che troppo spesso è l’alleata silenziosa della violenza di genere.

 


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