Comunicazione, prevenzione, attenzione alla persona, ricerca, innovazione e comunità. Sono state queste le parole chiave della serata che si è svolta alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza, promossa da La Doppia Elica.

«Curare la vita oltre la genetica» è stato il tema dell’incontro, dedicato alla prevenzione, alla cura e alla qualità della vita delle persone con un alto rischio eredo-familiare di sviluppare tumori, associato o meno a una predisposizione genetica, con particolare attenzione ai tumori della mammella e dell’ovaio.

30 ottobre 2026, Rocca Sanvitale, Sala Baganza

La Doppia Elica ha presentato i professionisti che collaborano con l’associazione e con la Breast Unit di Parma, in un’occasione aperta a tutta la cittadinanza per informarsi, confrontarsi e porre domande.

La serata si è aperta con l’introduzione di Nella Faimali, presidente de La Doppia Elica, seguita dal saluto del sindaco di Sala Baganza Aldo Spina e dalla proiezione del cortometraggio «Prima che sia notte» di Concetto Scuto, realizzato con il sostegno de La Doppia Elica e della LILT di Parma.

Poi gli interventi dei professionisti: Gabriele Reni, radiologo e responsabile dell’U.O.S. Centro Senologico – Breast Unit di Parma, nonché consigliere de La Doppia Elica; Benedetta Pellegrino, oncologa e responsabile del Programma Interaziendale Centro Senologia – Breast Unit di Parma; Maria Francesca Arcuri, chirurga e facente funzioni di responsabile della Chirurgia Senologica – Breast Unit di Parma; Giuseppe Ercolini, medico di Medicina Generale della Casa della Salute di Sala Baganza; Antonia Infranco, ginecologa dell’AUSL di Parma; Rosalia Davi, medico di medicina generale e medico agopuntore; Samuel Conversi, nutrizionista; Sonia Trolli, sessuologa; Cecilia Alestra, psicologa. 

L’iniziativa si è svolta con il patrocinio dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – Breast Unit Parma.

Prevenzione: aderire agli screening è un atto d’amore per sè e per gli altri

Tra i messaggi centrali dell’incontro, l’importanza di aderire ai programmi di screening mammografico, seguendo le indicazioni previste per le diverse fasce d’età. Ma non solo. È fondamentale prestare attenzione alla familiarità e agli eventuali fattori di rischio genetici, rivolgendosi agli specialisti per valutare i percorsi di prevenzione, sorveglianza e approfondimento più appropriati, che riguardano i tumori della mammella e dell’ovaio.

A volte, però, a frenare le donne è la paura: quella di sottoporsi a un controllo, di ricevere una diagnosi e di dover affrontare un percorso di cura. Un timore che non deve trasformarsi in un ostacolo alla prevenzione: informarsi e sottoporsi ai controlli può salvare la vita ed è un gesto di amore verso se stessi e verso le persone care che ci sono accanto.

La comunicazione come parte della cura

Un altro tema fondamentale è la comunicazione: tra medici e pazienti, tra gli stessi professionisti sanitari e tra la Breast Unit e i medici del territorio.

Condividere informazioni, costruire relazioni e accompagnare le persone nelle diverse fasi del percorso diagnostico e terapeutico significa migliorare la qualità dell’assistenza mettendo al centro la persona. 

Ricerca, innovazione e attenzione alla persona

La serata ha offerto anche l’occasione per sottolineare i progressi compiuti nella cura del tumore al seno, grazie alla ricerca e all’introduzione di tecnologie sempre più avanzate. Ma se la medicina e i percorsi terapeutici hanno fatto passi da gigante, la diagnosi precoce rimane fondamentale per intervenire tempestivamente. Ogni caso è a sé, è stato ribadito, e ogni scelta relativa all’intervento chirurgico viene valutata insieme alla paziente in modo personalizzato. L’attenzione alla persona si traduce anche nella cura degli aspetti legati all’immagine corporea e alla qualità della vita. Oggi, infatti, la chirurgia senologica non si concentra soltanto sull’asportazione del tumore, ma attribuisce una crescente importanza anche al risultato estetico, nel rispetto delle esigenze e del benessere delle pazienti. 

Uno spazio è stato dedicato anche all’approccio olistico attraverso l’agopuntura, illustrata come possibile supporto per migliorare la qualità della vita e alleviare alcuni effetti collaterali dei trattamenti terapeutici, contribuendo al benessere psicofisico della persona. È stata inoltre sottolineata la sua particolare utilità nel contrastare i dolori muscoloscheletrici che possono insorgere nelle pazienti che seguono le terapie oncologiche.  

300 mila grazie! il valore della comunità e del volontariato

A testimoniare la forza della partecipazione collettiva sono i risultati raggiunti da La Doppia Elica, impegnata nella sensibilizzazione e nella raccolta fondi a sostegno della Breast Unit di Parma.

Durante la serata, la presidente dell’associazione Nella Faimali ha ringraziato la comunità per il traguardo raggiunto: “300 mila grazie!”, come i 300 mila euro raccolti attraverso le iniziative promosse nel tempo, da quando è nata l’associazione, destinati a sostenere il lavoro della Breast Unit, anche attraverso l’acquisto di tecnologie importanti per migliorare la diagnosi e la cura delle pazienti. Da ultimo, la recente donazione del tavolo FlexiTable Giotto, un’apparecchiatura del valore di 30.000 euro, utilizzata per le biopsie mammarie guidate da immagini mammografiche e particolarmente utile per eseguire prelievi anche in presenza di lesioni molto piccole o microcalcificazioni sospette.

Un risultato che dimostra come la solidarietà possa tradursi in un sostegno concreto alla sanità e alla ricerca quando la comunità riesce a fare rete. 

Oltre le terapie: nutrizione, supporto psicologico e sessualità

Tra gli aspetti significativi emersi durante la serata, la presentazione di nuove figure professionali che affiancano oggi il percorso di cura delle donne operate al seno: il nutrizionista, la psicologa e la sessuologa. 

L’alimentazione riveste un ruolo importante durante e dopo le terapie oncologiche. Mantenere un peso adeguato e seguire una dieta equilibrata può contribuire al benessere generale e aiutare ad affrontare meglio il percorso terapeutico. Per questo è importante la figura di un nutrizionista che sappia fornire indicazioni personalizzate, evitando che le pazienti cerchino risposte online o seguano consigli non verificati. Le esigenze nutrizionali, infatti, possono variare in base alle terapie e alle condizioni individuali.

C’è poi la dimensione psicologica e relazionale. Affrontare un tumore al seno significa attraversare un’esperienza che può lasciare tracce anche dopo la conclusione delle cure, influenzando l’immagine di sé, le relazioni affettive e la ripresa della vita quotidiana. In questo percorso, il supporto della psicologa può rappresentare una risorsa preziosa per elaborare quanto vissuto e ritrovare gradualmente un nuovo equilibrio, anche nella sfera sociale e lavorativa.

La presenza della sessuologa permette inoltre di affrontare un tema spesso trascurato, ma importante per la qualità della vita: l’intimità e la relazione con il proprio partner, che possono cambiare in seguito alla malattia e alle terapie. Chiudersi in se stesse e non parlare delle difficoltà che si stanno vivendo può portare a un progressivo allontanamento nella coppia. Prendere consapevolezza dei cambiamenti, riuscire ad aprirsi e sapere di non essere sole rappresentano passi importanti per affrontare le difficoltà e ritrovare un equilibrio nella vita intima e relazionale.

È proprio in questa attenzione al dopo che si riconosce un’evoluzione significativa del modello di assistenza: non si tratta soltanto di curare la malattia in senso stretto, ma di accompagnare ogni donna nella ripresa della propria vita, rispettandone i tempi, i bisogni e le relazioni. Un percorso di cura che non si esaurisce con le terapie, ma prosegue nel sostegno alla persona e nella possibilità di ritrovare benessere, fiducia e serenità.

 

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Rosaria Frisina, giornalista, editor, freelance. Ha alle spalle un’esperienza ventennale nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Ama raccontare storie, la scrittura è la sua passione, l’informazione e la cura dei contenuti l’anima del suo lavoro.


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