Aborto, un diritto sancito dalla legge

La Rete Oltre la 194 interviene duramente in merito al volantino diffuso a Parma contro l’interruzione volontaria di gravidanza


 

Pubblichiamo di seguito il comunicato della Rete Oltre la 194 intervenuta in merito al volantino diffuso a Parma contro l’interruzione volontaria di gravidanza.

“Come Rete Oltre la 194, composta da 11 associazioni femminili e femministe di Parma, vogliamo esprimere il nostro sconcerto e il nostro sdegno per il volantino (nella foto sotto) contro l’interruzione di gravidanza, ad opera di un movimento pro vita, che è stato trovato nel nostro territorio.

Il contenuto e i termini utilizzati vanno oltre ogni decenza in quanto identificano l’aborto volontario come un delitto, le donne che lo effettuano come assassine di bambini, i medici non obiettori come omicidi che smembrano corpi di bambini nel grembo materno e le pillole abortive come veri e propri pesticidi umani.

Ma il volantino va anche oltre, elencando una serie di gravi e diffusi effetti collaterali che non trovano nessuna corrispondenza nella letteratura scientifica ma servono solo a dissuadere e impaurire, citando strumentalmente rischi sanitari.

Non ci sono parole di fronte a tanta ferocia diffamatoria e tanto accanimento contro l’autodeterminazione femminile che è un diritto fondante della libertà delle donne riconosciuto dalla legge 194 e conquistato con anni di lotte per uscire dai pericoli, dalle violenze e dal buio sociale in cui erano confinati gli aborti clandestini, in modo da non parlarne.

È ancora più sconcertante che movimenti che si definiscono “pro vita” agiscano una tale violenza simbolica e verbale facendo volutamente falsa informazione che grava prepotentemente sulla psiche delle donne che accedono a tale intervento.

I Pro Vita si facciano una ragione del fatto che l’interruzione di gravidanza è ormai da considerare un diritto, in quanto sancito e regolamentato da una precisa legge statale e che, comunque, le donne hanno sempre “avuto bisogno” di abortire sfidando il controllo patriarcale sui loro corpi.

Non si fermeranno di certo davanti a una propaganda antiabortista. Sappiano che le donne che abortiscono non sono da trattare come delle pericolose irresponsabili, ma come soggettività autodeterminate che spesso incorrono in fallimenti nella contraccezione o che scelgono di non mettere al mondo figli a cui, per vari motivi, non possono garantire benessere.

La prosecuzione di una gravidanza non voluta non deve essere considerata come una punizione sociale a cui sottoporsi per “non essere state attente” ma una scelta consapevole, meditata, voluta. Così come non si può continuare a considerare l’aborto volontario solo come un problema delle donne, vissuto non raramente in assoluta solitudine, pur essendo chiaro che tale decisione coinvolge non poco l’irresponsabilità maschile sul versante contraccettivo senza che gli uomini ne portino il peso, non essendo loro ad abortire.

Ci auguriamo di non dover mai più vedere volantini/manifesti così ripugnanti nei nostri territori. Continueremo ad impegnarci e diffondere una corretta informazione sulla procreazione responsabile che comprenda anche il diritto all’interruzione di gravidanza.

Oggi, tra l’altro, è in campo una nuova e importante risposta preventiva che è la contraccezione di emergenza, di cui nessuno parla (e pochi informano) tranne i movimenti pro vita che spacciano come abortivi farmaci contraccettivi, come anche sancito dalla sentenza del Consiglio di Stato del 2022″.

 

RETE OLTRE LA 194 
Casa delle Donne Parma, Art/Lab, Ottavo Colore, Tuttimondi, Centro Antiviolenza, Parma Città Pubblica, UAAR- Unione Atei e Agnostici Razionalisti, Ecologia Politica, Aula Voladora Autogestita, W4W, UDU

 

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