#ioescodasolə, si parte con le scuole
La mostra fotografica prosegue a Casa delle donne fino al 30 novembre. Sabato 22, al corteo contro la violenza ci sarà un pannello realizzato insieme a ragazzi e ragazze delle classi superiori
Dopo la recente inaugurazione alla Casa delle Donne di Parma (via Melloni 1), la mostra fotografica #ioescodasolə prosegue fino al 30 novembre secondo gli orari di apertura della Casa delle Donne (lunedì 16-18; mercoledì e sabato 10-13), ma anche con le visite guidate programmate con alcune scuole superiori di Parma.
Il progetto è stato inserito, infatti, nel programma del Laboratorio Energie Educative Didattiche del Comune di Parma come proposta formativa per l’anno scolastico 2025–2026.
Le classi che a novembre visiteranno la mostra parteciperanno alla realizzazione di un pannello che sarà esposto e proiettato in piazza Garibaldi sabato 22 novembre, in occasione del corteo cittadino contro la violenza di genere.
#ioescodasolə è un progetto creativo ideato da Parmaforwomen.it con Fiammetta Mamoli, fotografa autrice dei 39 scatti in mostra che, suddivisi in sequenze narrative, affrontano il tema della presenza femminile e delle soggettività queer negli spazi pubblici.
L’idea, premiata a novembre 2024 tra i 18 progetti finalisti del concorso nazionale Donna e Lavoro di Eurointerim a Padova, ha preso forma concreta nella mostra ora ospitata a Casa delle Donne, in collaborazione con il Comune di Parma e con il sostegno del Gruppo Zatti.
Le 13 protagonistə delle 39 foto esposte percorrono diversi luoghi della città, o raccontano scenari di vita quotidiana, che desiderano vivere in modo libero, senza paura. #ioescodasolə non è un invito ad esporsi a situazioni pericolose, è un atto simbolico e una dichiarazione: la città appartiene a tuttə ed è una casa da vivere. Due i principi fondamentali alla base del progetto: le strade libere le fanno i corpi che le attraversano; nessunə si salva da solə.
“Non sono immagini in posa, ma sequenze costruite insieme alle donne che hanno accettato di partecipare al progetto – spiega la fotografa Mamoli –. Il concept, ideato con il team del blog Parmaforwomen.it, non voleva essere un racconto di paura o cupo: per scelta non ci sono scatti al buio né location urbane stigmatizzate – aggiunge –. L’obiettivo era trasmettere un desiderio di autonomia, di autodeterminazione, di vivere la città con leggerezza, senza timori. Un desiderio che appartiene soprattutto alle donne più giovani. Le foto propongono uno sguardo diverso, una visione inclusiva della vita urbana, per andare oltre: occupare gli spazi con i nostri corpi e affermare il diritto di poterlo fare”.
Ciò nella piena consapevolezza che molte donne e persone queer provano insicurezza a girare da solə, soprattutto di sera (secondo i dati recenti di Univ-Censis, il 67,3% delle donne in Italia ha paura quando torna a casa di sera o di notte).
“#ioescodasolə è una mostra importante perché ci interroga su temi scomodi e complessi, che non possono essere taciuti o minimizzati – afferma Elisabetta Salvini di Casa delle Donne –. Casa delle Donne lavorando con le scuole cittadine ha ben presente il problema. Le giovani quando escono sentono il bisogno di geolocalizzarsi e condividere la propria posizione con le amiche per non sentirsi isolate; e tutte, quando si trovano da sole in città, mettono in atto strategie per difendersi da possibili aggressioni – le chiavi tra le mani, le finte telefonate, evitare i luoghi più bui o isolati – continua -. La mostra invita a portare i nostri corpi nello spazio pubblico, in risposta a una logica che nega la natura strutturale e culturale della violenza. Vietare l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole ne è un esempio.
Ci costringe anche a riflettere su quanto la cultura dello stupro sia ancora profondamente radicata nella nostra società, figlia di un sistema patriarcale difficile da sradicare.
Noi non vogliamo che la paura ci impedisca di vivere la nostra città. Eppure, sappiamo che gridare “Mi prendo la città” è uno slogan potente, ma deve confrontarsi con una realtà in cui la percezione di insicurezza resta forte e diffusa”.
“La sicurezza delle donne è un tema al centro delle politiche della città – ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Francesco De Vanna, intervenuto all’inaugurazione della mostra –. Rivendicare il diritto di vivere la città da sole è lo sguardo femminista di questa mostra. “Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”, si diceva qualche anno fa: credo che questo messaggio resti oggi ancora molto forte, potente e attuale, perché ci invita a non cedere alla politica della paura, che purtroppo continua a generare consenso e a condizionare la vita delle donne.
C’è ancora molto da fare sul fronte dell’educazione, che deve essere – a mio avviso – il cuore delle politiche per la sicurezza. Solo così possiamo contrastare la cultura dello stupro e quell’educazione soggiogante che è alla base di gran parte degli episodi di violenza, non solo nello spazio pubblico, ma anche – e forse soprattutto – in quello privato”.
Un ringraziamento speciale va alle 13 protagonistə degli scatti che hanno condiviso le proprie riflessioni e lo spirito del progetto: Eleonora Bellomi, Emma Cantarelli, Francesca Costi, Chiara De Carli, Eleonora Deidda, Rosaria Frisina, Anna Gussoni, Jules, Bali Lawal, Anita Maccari, Giulia Mangi, Eliana Tanzi, Cecilia Vecchi.
Il video dell’inaugurazione
Alcune immagini dell’inaugurazione e delle prime visite guidate con le scuole
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