La violenza tra le priorità della salute pubblica
Presentata la Carta di Padova 2026. Un documento che invita ad un nuovo approccio sanitario per le vittime di violenza
La violenza non solo come fenomeno sociale o criminale emergenziale, ma anche come questione di salute pubblica. Nasce con questo obiettivo la “Carta di Padova 2026”, un documento innovativo, unico in Italia, frutto della collaborazione tra Università degli Studi di Padova e Azienda Ospedale-Università di Padova.
La Carta è stata concepita come strumento operativo e culturale per migliorare la gestione sanitaria delle persone vittime di violenza, mettendo al centro il ruolo del personale sanitario nel riconoscimento precoce, nell’accoglienza, nella presa in carico e nella prevenzione dei danni fisici e psicologici derivanti dagli abusi.
Una visione sanitaria del fenomeno violenza
Secondo il documento, la violenza deve essere considerata come un problema di salute pubblica e privata, poiché tutte le forme di abuso — indipendentemente dall’età delle vittime — comportano danni clinici diretti e indiretti. Tuttavia, troppo spesso chi subisce violenza accede al sistema sanitario per curare sintomi correlati, senza che la causa reale venga individuata e affrontata.
La Carta sottolinea che il personale sanitario ha un ruolo strategico nel collegare quadri clinici apparentemente comuni — come traumi, depressione o complicanze legate allo stress — a una possibile situazione di violenza, favorendo così diagnosi precoci e interventi più completi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la violenza un problema di salute pubblica e privata. Il comune denominatore degli atti di violenza subita è l’INJURY, ossia un danno fisico e/o psichico. Le vittime di violenza pertanto, bambini, adulti e anziani che siano, nel corso della loro storia non di rado si rivolgono alle strutture sanitarie, anche in più occasioni, o con la richiesta di cura di quelle che possono essere le manifestazioni cliniche direttamente correlate all’atto violento (ad esempio un trauma inferto) o per segni e sintomi indirettamente ad esso collegati (ad esempio il ritardo dello sviluppo psicomotorio nel bambino, la depressione nell’adulto, l’accelerato deperimento organico nell’anziano).
Contenuti e obiettivi principali della Carta
Il testo della Carta di Padova 2026 contiene:
-
l’invito a promuovere un approccio clinico integrato, capace di considerare gli aspetti psico-sociali e sanitari della violenza;
-
la proposta di integrare nei percorsi di formazione sanitaria moduli specifici sull’approccio alla violenza nei corsi di laurea, nelle scuole di specializzazione e nei master;
-
raccomandazioni alle istituzioni sanitarie e politiche affinché includano la violenza nei piani sanitari nazionali e regionali come tema di salute pubblica prioritario
LA VIOLENZA COME MALATTIA
Rispetto ad altre narrazioni del fenomeno violenza, più diffuse e più mature, quella sanitaria è ancora quanto mai scarna; la sottostima dell’impatto del fenomeno violenza sul sistema sanitario da un lato e sulla salute della donna e dell’uomo dall’altro è un dato certo. Ci sono carenze culturali e professionali e di risposte strutturali organizzative e gestionali. Considerare la violenza come una vera e propria malattia, causa etiologica di quadri sindromi ben definiti, è ancora un concetto poco diffuso.
Il pronto soccorso snodo cruciale
Il Pronto Soccorso è spesso il primo punto di contatto tra la vittima e il sistema sanitario, anche quando l’accesso avviene per motivi apparentemente non legati alla violenza (traumi “accidentali”, dolore cronico, disturbi psicosomatici); proprio per questo, il personale di PS ha un ruolo strategico nell’individuare segnali clinici e comportamentali compatibili con situazioni di violenza.
Viene richiamata la necessità di formazione specifica degli operatori del Pronto Soccorso, per superare una lettura esclusivamente emergenziale e favorire un approccio più attento, rispettoso e multidisciplinare.
Il PS è indicato come punto di avvio di percorsi integrati di tutela, che coinvolgano servizi ospedalieri, territoriali e reti di protezione, evitando che la vittima venga dimessa senza un adeguato supporto.
Un appello alla società civile e alle istituzioni
Nel documento si sottolinea che affrontare la violenza richiede competenze culturali, professionali, etiche e relazionali, oltre a un forte impianto deontologico. La Carta chiede il coinvolgimento non solo del mondo sanitario, ma anche delle istituzioni, della ricerca, della formazione e della società civile.
L’iniziativa rappresenta un passo importante nel posizionare il fenomeno della violenza all’interno delle politiche di salute pubblica, riconoscendo la necessità di approcci multidisciplinari e integrati per garantire risposte efficaci e umane alle persone che subiscono abusi.
Sostieni Parmaforwomen, diventa follower su Instagram clicca qui

