RITRATTI/Panchina Post Pandemica / installazione

3 donne, amiche, colleghe con esperienze e passioni sinergiche. Francesca De Angelis, Francesca Giannini, Alice Giroldini: dall’educazione all’architettura, passando per il teatro, il fil rouge che le unisce è sviluppare progetti che ci portano a riflettere sulla società, sul nostro valore e ruolo civico. Così nel 2020 è nata la Panchina Post Pandemica, l’installazione vincitrice della II edizione di ThinkBig, il bando di Fondazione Cariparma e Libera Università dell’Educare (LUdE).

Come nasce la Panchina Post Pandemica?
Durante il lockdown abbiamo deciso di partecipare al bando realizzando un’installazione in movimento, simbolo del percorso che tutti noi stavamo e stiamo vivendo. Il monumento temporaneo, installato in Piazza Garibaldi, è frutto delle nostre passioni e specializzazioni. Sono panchine di arredo urbano e alberi che raccontano una storia, la nostra e quella del nostro ecosistema.

Panchina Post Pandemica, di cosa si tratta?
Panchine e alberi, sono simboli essi stessi così come la configurazione che assumono. Le panchine sono posizionate rispettando sempre la distanza di sicurezza, ricordano un divano, ma su cui all’inizio nessun si poteva sedere. Tra una panchina l’altra gli alberi che, seppur con la loro fragilità, tornano ad essere protagonisti: è la natura che, come durante il lockdown, si è ripresa il suo spazio.Il divano, la natura, la distanza di sicurezza, i nuclei familiari; prima la distanza, poi la prossimità e infine il cerchio. Un’installazione in movimento che pone al centro il dialogo serrato tra Privato e Pubblico, tra l’Io e l’Altro, tra l’Uomo e la Natura. I moduli cambiano posizione insieme agli alberi per permetterci di ripercorrere i passaggi di quello che abbiamo vissuto dall’inizio della pandemia ad oggi.


L’installazione è un Movimento…
Un’evoluzione continua che offre ai cittadini l’occasione di vivere questo spazio da diverse prospettive. Dal 14 giugno assumeranno la seconda configurazione dove i moduli saranno organizzati a coppie, formando delle “isole” composte da 2 panchine e 1 albero. Mentre a fine luglio formeranno il cerchio finale, un salotto a cielo aperto, dove l’umanità torna ad incontrarsi, si spera con una consapevolezza diversa.

Un’ evoluzione continua che offre ai cittadini l’occasione di vivere questo spazio da diverse prospettive e chiede anche alla cittadinanza di diventare parte attiva del monumento…

Essendo un movimento che si costruisce con e grazie alle persone, abbiamo lanciato sul sito una ricerca che si aggiorna ogni 15 giorni. Chiediamo alle persone di osservare la realtà e produrre dei materiali che vengono archiviati dall’Associazione Pank che li analizzerà supportata da un team di antropologi. Se la quantità e qualità dei dati lo permetterà, vorremmo arrivare alla pubblicazione di una ricerca. Ogni call parte da un simbolo, il Tempo, l’Altro… ed è composta da 3 sezioni preparazione, azione, osservazione. Ma la Panchina è anche un percorso che portiamo all’interno delle scuole proprio per avvicinarci ai giovani promuovendo una consapevolezza sociale e civica che ci vede parte di attiva di questo processo di cambiamento innescato dalla Pandemia. Francesca De Angelis, Francesca Giannini, Alice Giroldini, unendo insegnamento, architettura e teatro, hanno realizzato un progetto in evoluzione che abbraccia la città, la comunità e i giovani. Posta in Piazza Garibaldi, la Panchina è stata finanziata dal bando, tra i loro fornitori c’è la cura e l’innaffio degli alberi che sono affidati a Emc2 Onlus con un progetto sociale dedicato.

Francesca De Angelis Educazione: “Per noi è fondamentale includere nel progetto i giovanissimi delle scuole secondarie di primo grado. Sono loro il nostro futuro post pandemico, per questo dobbiamo accompagnarli oggi”

Francesca Giannini Architettura: “La panchina è un oggetto che appartiene a tutti, democratico ma allo stesso tempo molto divisivo. Volevamo realizzare un progetto pubblico, accessibile a tutta la cittadinanza e fortemente simbolico.”

Alice Giroldini Performance: “La piazza può essere considerata un teatro naturale. Il luogo di incontro con l’Altro dove la comunità si riunisce e si rispecchia in sé stessa compiendo un atto catartico collettivo e sociale”

CONTATTI

+39 347 604 2004
info@parmaforwomen.it

Seguici sui social: