RITRATTI/Sara Ferraglia, poetessa

Sara Ferraglia ci parla di Poesia! Finalista e vincitrice in numerosi premi nazionali con poesie, fiabe e racconti molti dei quali raccolti nel suo blog

”Scrivere poesia è entrare nello spazio dell’autentico (per citare Marianne Moore) oggi che di autentico è rimasto assai poco. Perché è importante dare un nome alle cose; scrivere poesia è un modo per guardare dentro di sé, un momento “autentico” di raccoglimento, di silenzio interiore nel caos in cui viviamo”.

“Scrivere poesia è anche un modo per uscire dallo sguardo individuale e aprirsi al mondo, ai temi sociali più pressanti, anche alla politica quando la parola preme forte e sente l’urgenza di farsi testimone dei tempi”.“Scrivo quando qualcosa mi preme dentro. A volte lascio volare via le parole, a volte le coltivo nel mio blog”. Perché “Le parole sono fragili creature da spillare sulla carta. Volano per la stanza come le farfalle. Oppure sono acari fuggiti dalla lana – farfalle cui mancano il colore e lo spirito di avventura”. (Dominique Fortier – Le città di carta )
“Stavano poetesse in cerchio
Al chiar di luna
Sedute a chiacchierare di poesia
Nuda qualcuna
Col cuore in mano, oltre la penna”
(da “Tertulia”)

Chi ti rappresenta di più?
Ho una predilezione per la poesia femminile; la poesia non ha sesso, né lingua né razza, tuttavia trovo nei versi delle donne un forte “coraggio dello sguardo”, un anticonformismo di fondo, l’urgenza del vero. Sono in sintonia con Emily Dickinson, per la semplicità del linguaggio. Per lo stesso motivo amo Wislawa Szymborska e, per arrivare ai giorni nostri, Vivian Lamarque.

Come prende forma un testo poetico?
I miei testi di solito nascono da qualche parola, a volte solo una, che mi suona in testa, insistentemente, forse generate da un’immagine, da una situazione particolarmente coinvolgente. E su quella parola può nascere un testo, che poi rielaboro e su cui lavoro per dargli forma, ritmo e musicalità, due elementi, questi ultimi per me essenziali. La mia poesia, quando scaturisce da quel germe iniziale, nasce già in musica.

Il tuo percorso nel mondo della poesia come nasce?
Come accade a molte adolescenti, la poesia è stata la forma attraverso cui ho iniziato ad esprimere le mie emozioni. Per molti anni, mi sono limitata a leggere tanta prosa, lasciando la poesia in disparte ma, evidentemente, la poesia era dentro di me ed è tornata a parlarmi ed io a parlare attraverso lei.“Io non so dire cosa sia poesiaNé dove si nasconda quando taceNé perché parla anche senza voce”(da “Io non so dire cosa sia poesia”)

Come prende forma un testo poetico?
I miei testi di solito nascono da qualche parola, a volte solo una, che mi suona in testa, insistentemente, forse generate da un’immagine, da una situazione coinvolgente. E su quella parola può nascere un testo, che poi rielaboro e su cui lavoro per dargli forma, ritmo e musicalità, elementi, questi ultimi per me essenziali. La mia poesia, quando scaturisce da quel germe iniziale, nasce già in musica.“Solitaria in disparte mollemente adagiatasul letto di parolenella nebbia dell’arteio ti avevo trovatafra le anime sole.”(da “La poesia”)

Quali sono i tuoi momenti da ricordare?
Avevo 15 anni. Indimenticabile la gioia pura quando una mia piccola poesia uscì su una rivista musicale in voga a quel tempo, Ciao 2001.La nascita di mia figlia e, successivamente, dopo molti anni quella delle mie nipotine sono stati momenti in cui la poesia è sgorgata con tutta la sua forza, accompagnata da una dolcissima colonna sonora.“Ed una volta…Ricordo ancora la meraviglia Della poesia che s’è fatta vita Da un pugno stretto leggera è uscita e dalla mano di mia figlia.”(da “A volte la poesia”)

Le evoluzioni più importanti?

La poesia è in continua evoluzione. Percorrendo la sua storia letteraria si incontrano tutti gli snodi salienti della letteratura mondiale: dal romanticismo al simbolismo, dal futurismo, fino alle sperimentazioni. Ciò che colpisce è da sempre la scarsa presenza femminile; in ambito poetico, nonostante importanti progressi, l’attenzione per la poesia delle donne è rimasta bassa. Se si esaminano le antologie di poesia pubblicate in Italia negli ultimi trent’anni capiamo quanto sia più difficile per le donne che scrivono, rispetto agli uomini, emergere ed essere incluse nel canone poetico

Eppure, le donne scrivono e pubblicano molto…Forse, soprattutto in Italia, anche in questo campo, si riproducano quei meccanismi tipici del mondo del lavoro che limitano l’accesso delle donne a posizioni importanti, il famigerato “tetto di cristallo”. Certo in ambito culturale bisogna avere la capacità di proporsi e di valorizzarsi; in questo forse siamo troppo riservate o modeste? Pesa il retaggio culturale di un gruppo sociale troppo a lungo oppresso e subordinato? Questo tema mi interessa molto e forse anche per questo, da qualche anno, mi sono avvicinata al femminismo e mi sono iscritta alla Casa delle donne Parma.

CONTATTI

+39 347 604 2004
info@parmaforwomen.it

Seguici sui social: